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COMMEMORAZIONE DEL SOCIO ENRICO FERMI
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      Già prima di recarsi in Germania, Enrico Fermi era stato presentato ad Orso Mario
      Corbino, professore di fisica sperimentale e direttore dell'Istituto di Fisica dell'Università
      :di Roma. Questi era stato colpito dalla maturità e capacità di penetrazione che il Fermi mostrava nella
      discussione di difficili problemi, sia teorici che sperimentali del tipo più vario, e pertanto si adoperò
      affinché, al ritorno da Gottinga, la Facoltà di Scienze dell'Università di Roma affidasse a Fermi,
      giovanissimo, l'incarico di insegnamento del corso di Istituzioni di Matematica.
      Da quel primo incontro fino alla morte di Corbino, avvenuta prematuramente nel
      1937, i rapporti fra questi due uomini furono di grande stima reciproca e di amicizia
      profonda. Da un lato Corbino ammirava in Fermi le qualità dell'ingegno e si rendeva
      conto, come pochi altri, delle capacità eccezionali del giovane fisico, dall'altro il Fermi
      s ntiva l'ascendente di Corbino che si imponeva grazie al suo vivacissimo ingegno, al suo
      passato e cultura di scienziato, alle sua qualità di uomo di larghe vedute e al suo fervido
      spirito di animatore degli studi di fisica in Italia.
      Nell 'autunno del 1924, con una borsa di studio della Rockefeller Foundation, Fermi
      si recò a Leida ove rimase tre mesi presso Ehrenfest, i cui lavori di carattere statistico
      avevano attratto grandemente la sua attenzione. È a Leida che Fermi per la prima volta
      nella sua vita si rende pienamente conto delle sue capacità e riceve lo stimolo ad accingersi
      ad affrontare problemi di carattere fondamentale.
      Nel biennio successivo 1924-25 e 1925-26, il Fermi insegnò, ancora per incarico, Fisica
      matematica e Meccanica razionale presso l'Università di Firenze ove si ritrovò con Franco
      Rassetti già suo compagno di studi ed amico dai tempi di Pisa.
      L'amicizia con Franco Rassetti contribuì a tener desto in lui l'interesse per i proble-
      mi sperimentali. Ma la sua attività di quel periodo culminò in un lavoro teorico sulla
      quantizzazione del gas perfetto monoatomico, in cui veniva esposta, ed applicata ad un
      e empio particolare, la statistica antisimmetrica, come egli la chiamava, ossia, secondo
      la denominazione universalmente accettata, la statistica di Fermi o Fermi-Dirac, essendo
      il Dirac poco dopo pervenuto per altra via agli stessi risultati.
      Alla fine del 1926, avendo vinto l'apposito concorso, Fermi fu chiamato a ricoprire la
      cattedra di fisica teorica istituita presso la Facoltà di Scienze della Università di Roma
      ad opera principalmente di Corbino.
      In questa città egli sposò, nel 1928, Laura Capon, da cui ebbe due figli, Nella nel 1931
      e Giulio nel 1936.
      Nell'Istituto di Fisica, diretto da Orso Mario Corbino, Enrico Fermi aggiunge alla sua
      instancabile attività di ricerca, una intensa opera di maestro.
      Ma prima di passare a questo aspetto di Enrico Fermi vorrei dare uno sguardo di insieme alla sua opera
      scientifica durante il decennio 1922-1932, che può essere considerato come il primo periodo della sua
      attività di ricercatore.
      Non vi è dubbio che il lavoro più saliente è quello della statistica di Fermi, la quale
      costituisce una legge generale seguita da una vasta categoria di corpuscoli detti, appunto
      per questo, "fermioni". Sono fermioni gli elettroni, i protoni, i neutroni, i mesoni μ,
      e certamente alcuni dei nuovi corpuscoli instabili recentemente scoperti e tuttora allo
      studio.
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